Evita queste 5 frasi per non farti guardare male dai colleghi: a volte, basta una parola come questa per rovinare rapporti.
La pausa pranzo dovrebbe essere quel momento sacro in cui stacchiamo finalmente la spina, allontaniamo gli occhi dallo schermo e cerchiamo di ricaricare le pile.
È il momento in cui il rumore delle tastiere viene sostituito da quello delle forchette e l’aria si riempie finalmente di profumi invitanti invece che di stress da scadenze. Tuttavia, condividere la tavola con i colleghi è un’arte delicata: basta un’osservazione fuori posto o un argomento troppo pesante per trasformare quei 30/60 minuti di relax in un’estensione infinita della riunione mattutina.
Spesso non ci accorgiamo che le parole hanno il potere di rovinare la digestione più di un panino troppo pesante. Sono parole che se pronunciate davanti a una schiscetta o al tavolo della mensa, possono creare tensioni inutili o imbarazzi difficili da gestire una volta tornati alla scrivania.
Se volete mantenere buoni rapporti e godervi davvero il vostro break, ecco cosa non dovreste mai dire ai vostri compagni di scrivania mentre mangiate:
“Tornando a quella mail di stamattina…” – regola d’oro: di lavoro si parla in ufficio, non a tavola. Trascinare i problemi professionali nel momento del pasto impedisce a tutti di staccare davvero. È il modo più veloce per far venire il mal di stomaco ai vostri colleghi e per essere etichettati come quelli che “non staccano mai”.
“Ma sei sicuro che ti basti solo quell’insalata?” – commentare il contenuto del piatto altrui è sempre una mossa rischiosa. Che sia una critica per eccesso o per difetto, le abitudini alimentari sono personali e spesso legate a diete o scelte di salute. Evitate di fare i “nutrizionisti della domenica” e lasciate che ognuno si goda ciò che ha portato.
“Ma hai sentito cosa ha fatto ieri il capo?” – il gossip aziendale è una tentazione forte, ma la tavola è un luogo troppo pubblico. Le pareti hanno le orecchie e iniziare una sessione di pettegolezzi mentre si mangia non solo è poco professionale, ma crea un’atmosfera di sfiducia. Meglio parlare dell’ultima serie TV o dei programmi per il weekend.
“Il mio pranzo è decisamente più sano del tuo” – la superiorità presunta in chiave alimentare è irritante quanto quella professionale. Fare paragoni tra la propria schiscetta super bilanciata e il trancio di pizza del collega non vi renderà più popolari. La pausa pranzo serve a socializzare, non a stabilire chi vincerà il premio “salutista dell’anno”.
“Quanti minuti mancano alla fine della pausa?” – cronometrare il tempo con ansia è il killer definitivo del relax. Ricordare continuamente che tra poco bisognerà tornare al lavoro mette pressione a tutti e impedisce di godersi l’ultimo sorso di caffè in santa pace. Vivete il momento senza guardare l’orologio ogni trenta secondi.
Ecco, evitare queste cinque frasi significa rispettare il bisogno di tutti di avere uno spazio libero da giudizi e ansie lavorative. Un pasto condiviso con le parole giuste può fare miracoli per la produttività del pomeriggio e, soprattutto, per il vostro buonumore.
Ricordate: la gentilezza e il rispetto sono i condimenti migliori per ogni pietanza. Provate a cambiare registro e vedrete che anche il solito panino dell’area break sembrerà molto più gustoso!
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