Ci sono pizzerie in cui ci vanno i napoletani che apprezzano molto il prodotto. Non sono ancora state prese d’assalto dai turisti.
Napoli è ormai una meta mondiale e, diciamoci la verità, trovare un tavolo nelle pizzerie più famose del centro è diventata un’impresa da missione impossibile. Tra file chilometriche e prenotazioni da fare con settimane di anticipo, il rischio è quello di perdere il piacere di una pizza mangiata in totale relax.
Eppure, fuori dai circuiti di Instagram e dalle guide patinate, resistono dei luoghi sacri dove il profumo del forno a legna parla ancora la lingua della gente del posto.
Parliamo di angoli di città dove la qualità è altissima, ma l’atmosfera resta quella verace di una volta. Se vuoi scoprire dove si rifugiano i napoletani quando cercano la vera pizza, segnati questi tre nomi e…non te ne pentirai.
Pizzeria Bro. di Ciro e Antonio Tutino
Iniziamo da Piazza Mercato, dove partì anche la rivoluzione di Masaniello giusto qualche anno fa. Una zona storica e popolare che custodisce un gioiello moderno: la pizzeria dei fratelli Ciro e Antonio Tutino. Il nome “Bro” richiama proprio il loro legame fraterno e il loro approccio giovane, ma non farti ingannare dallo stile contemporaneo: qui la tecnica è serissima. Gli ingredienti? Tutti di ottima qualità e nella maggior parte dei casi a chilometro zero.
Pizzeria Carmnella
Spostiamoci verso la zona della Stazione Centrale, dove Vincenzo Esposito porta avanti una tradizione familiare che risale addirittura al 1892. Questa pizzeria ha recentemente ottenuto il riconoscimento ufficiale tra i locali centenari di Napoli e il motivo è chiaro appena si assaggia l’impasto. Vincenzo è un maestro stimato dai suoi stessi colleghi e lavora con materie prime d’eccellenza. Se vuoi provare qualcosa di davvero tipico ma originale, ordina la “Marenna ‘a sarachiello”: friarielli, provola affumicata, olive di Gaeta e il tocco deciso delle alici di Cetara. È in pratica il sapore di Napoli racchiuso in un disco di pasta soffice.
Pizzeria Carminiello
No, non è la “versione maschile” della precedente. Qui dobbiamo fare un salto nel tempo con la Pizzeria Carminiello. Tutto è cominciato nel 1910 con un semplice carretto ambulante guidato da Carmine De Lucia, che serviva pizze fumanti per le strade del quartiere. Quella piccola bottega oggi è un punto di riferimento gestito con passione da Vincenzo e Maria De Lucia. Qui si respira la storia. Se passi di qua, non puoi assolutamente rinunciare alla loro pizza fritta, una delle migliori della città.
Questo è il modo migliore per connettersi con l’anima vera della città. Che tu scelga l’innovazione dei fratelli Tutino, la sapienza centenaria di Carmnella o la storicità leggendaria di Carminiello, avrai la certezza di sederti a tavola con i napoletani e di gustare un prodotto fatto con il cuore, lontano dal caos dei tour organizzati. La prossima volta che atterri all’ombra del Vesuvio, lascia perdere le solite insegne luminose e lasciati guidare dall’istinto (e dalla fame) verso questi templi del gusto.
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