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I segreti della lasagna: la ricetta tradizionale e i segreti del forno italiano

Come preparare la lasagna perfetta: dalla scelta del ragù alla cottura in forno, tutti i passaggi per un piatto cremoso, dorato e irresistibile.

La lasagna è uno dei piatti più iconici della cucina italiana, una di quelle ricette che raccontano casa, famiglia e domeniche lente. È un piatto che non si improvvisa, ma che si costruisce con pazienza, strato dopo strato, profumo dopo profumo.

Come preparare una lasagna perfetta: la ricetta tradizionale e i segreti del forno italiano (Darino.it)

Non c’è regione che non abbia la sua versione, ma quella alla bolognese resta il riferimento: pasta fresca, ragù di carne, besciamella vellutata e una crosticina dorata che conquista al primo sguardo. Preparare una buona lasagna è un gesto d’amore, e farla bene significa rispettare la tradizione, senza rinunciare al piacere di metterci un tocco personale.

Tutto parte dal ragù, l’elemento che definisce il sapore e l’anima del piatto. Prepararlo bene richiede tempo, calma e ingredienti di qualità. In una casseruola capiente si soffriggono sedano, carota e cipolla tritati finemente, con un filo d’olio e un po’ di burro. Poi si aggiunge la carne macinata, in genere metà manzo e metà maiale, che va rosolata con cura fino a perdere tutta l’acqua. È qui che si sviluppano i profumi intensi del ragù: l’aroma della carne che si caramella lentamente, il fondo che si scurisce, il profumo che riempie la cucina.

Il cuore della lasagna è nel ragù: un tocco di vino fa la differenza

Dopo la sfumatura con un bicchiere di vino rosso, si aggiunge la passata di pomodoro e un po’ di concentrato, lasciando cuocere tutto a fuoco basso per almeno due ore. È il tempo a fare la differenza: più il ragù sobbolle, più i sapori si fondono e diventano rotondi. Un pizzico di sale, una macinata di pepe, e il sugo diventa la base perfetta per la lasagna.

Mentre il ragù cuoce, ci si può dedicare alla besciamella, l’altro grande protagonista. In un pentolino si scioglie il burro, si aggiunge la farina e si mescola finché il composto non diventa dorato. Poi si versa lentamente il latte caldo, continuando a mescolare per evitare grumi, fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Basta un po’ di sale, una grattata di noce moscata e la besciamella è pronta: cremosa, lucida e profumata.

Il cuore della lasagna è nel ragù: un tocco di vino fa la differenza (Darino.it)

A questo punto arriva il momento più piacevole, quello dell’assemblaggio. Sul fondo della teglia si stende un sottile strato di besciamella, che serve a non far attaccare la pasta. Poi si alternano gli strati: sfoglie di lasagna, ragù, besciamella e una spolverata generosa di parmigiano grattugiato. Ogni strato deve essere armonioso, né troppo carico né troppo scarno. Le sfoglie possono essere fresche o secche, ma se si sceglie la pasta fresca all’uovo, la consistenza finale sarà più morbida e delicata.

L’ultimo strato è quello che fa la magia: besciamella, ragù e abbondante parmigiano. È qui che, durante la cottura, si formerà quella crosticina dorata e croccante che tutti aspettano. La lasagna va in forno già caldo, a 180°C per circa 30-35 minuti, fino a quando la superficie non diventa di un bel colore ambrato e si iniziano a vedere le bollicine ai lati della teglia.

Una volta sfornata, la tentazione di tagliarla subito è forte, ma bisogna aspettare almeno dieci minuti prima di servirla. È un passaggio fondamentale: permette alla lasagna di compattarsi e di mantenere la sua forma perfetta al taglio. E poi, ammettiamolo, quel momento d’attesa fa parte del rito.

Il bello della lasagna è che migliora col tempo: scaldata il giorno dopo è ancora più buona, perché gli ingredienti hanno avuto modo di amalgamarsi ancora di più. È un piatto che unisce le generazioni, che profuma di tradizione e convivialità. Prepararla significa dedicare tempo e cura, ma anche regalarsi il piacere di un pasto che mette d’accordo tutti.

Simone Tortoriello

Classe 1996, Giornalista Pubblicista. Amante del calcio, dei motori e dello sport in generale, dopo l’esperienza fallimentare sul prato verde ho avuto maggior fortuna nel “dietro le quinte”. Grande tifoso dell’Inter e della Ferrari, sono cresciuto al momento giusto per godermi il periodo più buio della storia di entrambe.

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