Cannavacciuolo è una garanzia anche quando c’è da replicare una sua ricetta a casa: questa domenica saranno paccheri!
Domenica è sinonimo di famiglia, relax e, soprattutto, di un pranzo che deve lasciarti senza parole. Siamo tutti abituati ai grandi classici: la lasagna della nonna, il ragù che borbotta per ore o quella pasta al forno bella croccante che mette d’accordo tutti. Ma ammettiamolo, ogni tanto viene voglia di portare in tavola qualcosa di diverso, un piatto che abbia il sapore della tradizione ma con un guizzo che nessuno si aspetta.
Scegliere il formato di pasta giusto è il primo passo. C’è chi preferisce lo spaghetto, chi il rigatone, ma quando si parla di convivialità e di ricordi legati a Napoli, c’è un formato che vince su tutti: il pacchero. È grande, accogliente e capace di trattenere il condimento come nessun altro. Se poi a darci la dritta è uno degli chef più amati d’Italia, allora possiamo stare certi che il risultato sarà strepitoso. Preparati, perché questa ricetta cambierà il tuo modo di vedere la pasta fatta in casa e lascerà i tuoi ospiti a bocca aperta.
Se pensi che il cacio stia bene solo con il pepe, come fanno a Roma, preparati a ricrederti. Lo Chef Antonino Cannavacciuolo ci insegna che in cucina bisogna seguire l’istinto, proprio come si faceva una volta nelle cucine napoletane. La vera sorpresa di questo piatto è l’aggiunta della cannella. Sì, hai letto bene: cacio e cannella. Un mix che può sembrare insolito, ma che crea un contrasto di sapori profondo e avvolgente.
Il protagonista della ricetta è il Pacchero Voiello, un formato che lo chef definisce “del cuore” perché riporta immediatamente alla mente le domeniche a Napoli. Ma come si ottiene quella cremina perfetta che non si sgrana e rimane liscia come seta? Il trucco non è nel burro, ma nella tecnica e nel calore dell’acqua.
Gli ingredienti per questa magia sono pochi e semplici:
Paccheri
Pecorino grattugiato finissimo;
Cannella in polvere;
Olio extravergine d’oliva, sale e acqua di cottura.
Il procedimento è rapido ma richiede attenzione ai dettagli. Mentre la pasta cuoce in acqua salata, occupati del formaggio. Lo Chef suggerisce di grattugiare il pecorino in modo molto sottile: più è fine, più la crema verrà liscia. Non farti ingannare dal volume iniziale, una volta sciolto diventerà poco, quindi abbonda pure!
Il segreto per non “stracciare” il formaggio è aggiungere un po’ di acqua calda (ma non bollente) al pecorino grattugiato. Bisogna lavorare il composto velocemente fino a ottenere una crema densa e uniforme. In una padella a parte, metti un po’ di acqua di cottura, un giro d’olio e un pizzico di sale. Quando la pasta è pronta, saltala in questa emulsione: è questo il trucco semplice per dare lucentezza alla pasta senza appesantirla.
Una volta che i paccheri ben conditi, spegni il fuoco e unisci la crema di pecorino. Solo a questo punto entra in gioco la vera star: una spolverata generosa di cannella in polvere e un ultimo giro d’olio extravergine. La cannella non dà solo un profumo incredibile, ma esalta la sapidità del cacio in modo unico. Come dice Cannavacciuolo, l’istinto in cucina è fondamentale: senti il profumo, guarda il colore e porta in tavola un piatto che è “proprio bello”.
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