Un barbecue stile asiatico, con tutto il buono della carne di prima scelta: nasce il primo ristorante al you can eat dove a cucinare sei te sul momento.
Ci sono cene che non iniziano dal piatto, ma dal tavolo. Dal momento in cui ci si siede e si capisce subito che non sarà una serata come le altre. Qui non si aspetta che qualcuno porti le portate già pronte, e non c’è nemmeno quell’idea un po’ rigida di ‘ordine, mangia, paga’. Si arriva, ci si accomoda e nel giro di pochi minuti qualcosa cambia. Il centro del tavolo si scalda, la sala si riempie di rumori, il profumo della carne comincia a girare nell’aria.
È un’esperienza che funziona perché coinvolge tutti. Si sceglie, si cuoce, si assaggia, si commenta. Si mangia con calma, ma anche con curiosità, senza l’ansia del tempo e con la voglia di provare più cose. La formula invita a restare, a prendersi il proprio spazio, a vivere la cena come un momento condiviso più che come una semplice uscita.
Certo, non è una cena elegante per chi quel giorno non aveva voglia ‘di spadellare’ e nemmeno una grigliata improvvisata. È qualcosa che sta nel mezzo, e proprio per questo divide. E infatti, online, se ne parla parecchio.
Ci troviamo a Milano, nel cuore della Chinatown, in un ristorante il cuoi nome è già una garanzia (Millions Bbq) che ha fatto della griglia al centro del tavolo il suo tratto distintivo. Qui si sceglie dal menu, si accende la piastra e si decide in autonomia come e quanto cuocere carne e pesce.
La formula all you can eat è quella che attira di più. I prezzi sono chiari e, soprattutto, coerenti con la proposta: 28€ a pranzo nei giorni feriali, 30€ nel weekend, 38€ a cena dal lunedì al giovedì e 40€ il venerdì e il sabato. Cifre che, considerando il contesto milanese, risultano tutto sommato equilibrate. Non è una cena economica, ma nemmeno fuori scala, soprattutto se si ha voglia di provare più tagli e vivere l’esperienza senza stare a contare ogni portata.
Ed è proprio qui che molti utenti concordano: per essere un all you can eat, la qualità è più alta della media. Alcuni tagli vengono citati spesso come punti di forza e la sensazione generale è quella di una proposta studiata, non improvvisata. L’ambiente è moderno, curato, pensato per gruppi e serate conviviali più che per chi cerca silenzio e intimità.
Poi c’è l’aspetto più discusso: l’odore di brace. Nonostante i sistemi di aspirazione, uscire senza emettere odore non è sempre garantito. D’altronde, in pieno inverno, con tutto chiuso e una griglia accesa al tavolo, sarebbe quasi strano il contrario.
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