Cosa significa secondo la psicologia se non si ha nessuna voglia di smontare l’albero di Natale

Per molti, l’Epifania non è solo la festa che conclude il periodo festivo, ma l’inizio di una sottile resistenza psicologica che spinge a rimandare il momento di riporre l’albero di Natale nelle scatole.

Sebbene possa sembrare semplice pigrizia, la scienza suggerisce che dietro questo indugio si nascondano dinamiche neurobiologiche e affettive profonde. Il primo fattore è di natura biochimica: durante le festività, l’ambiente domestico saturo di luci e colori stimola costantemente il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore della ricompensa.

donna che non vuole smontare l'albero di natale
Ecco perché secondo la psicologia si fa fatica a smontare l’albero di Natale – darino.it

Come evidenziato da fonti scientifiche quali Science Alert e la Mayo Clinic, lo smantellamento dell’albero sancisce la fine di questo picco emotivo, innescando quello che gli esperti definiscono Post-Holiday Blues. Restare aggrappati alle decorazioni è, in ultima analisi, un tentativo inconscio del cervello di prolungare uno stato di benessere e ritardare il senso di vuoto che segue le celebrazioni.

Non vuoi smontare l’albero di Natale? Ecco cosa succede in realtà

L’albero funge da potente “ancora emotiva” e confine psicologico tra la magia delle vacanze e la rigidità della routine quotidiana. Secondo quanto riportato anche da Psychology Today, le decorazioni natalizie creano un senso di sicurezza e calore che protegge dallo stress del rientro al lavoro.

Rimuoverle significa “aprire la porta” alla normalità e affrontare una casa che improvvisamente appare spoglia e meno accogliente. Questo distacco è reso ancora più complesso dal valore simbolico degli ornamenti: la ricerca pubblicata sul Journal of Environmental Psychology sottolinea come gli addobbi siano spesso legati a ricordi d’infanzia o legami affettivi. Riporli per un intero anno può essere percepito come un piccolo atto di separazione emotiva o di lutto simbolico.

mano che smonta l'albero di Natale
Secondo la psicologia ci sono vari motivi per cui non si vuole smontare l’albero di Natale – darino.it

Infine, non va sottovalutato l’impatto della luce sulla nostra salute mentale. In pieno inverno, con le ore di sole ridotte al minimo, le luci dell’albero offrono una forma rudimentale di supporto contro il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD). Spegnerle significa privarsi di una fonte luminosa che aiuta a regolare l’umore. Se a questo si aggiunge che, dal punto di vista cognitivo, smontare l’albero è un compito faticoso e privo di una gratificazione estetica immediata, è facile comprendere perché la procrastinazione diventi una strategia di difesa comune. Invece di un semplice lavoro domestico, l’atto di togliere l’albero rappresenta una transizione psicologica complessa che richiede tempo per essere elaborata.

Ma quanto consumano in bolletta le luci di Natale?

Nel mese di gennaio 2026, il costo dell’elettricità in Italia ha mostrato una lieve flessione: per i clienti nel servizio di tutela il prezzo di riferimento è di circa 0,28 €/kWh (tasse incluse), mentre nel mercato libero le migliori offerte indicizzate si basano su un PUN (Prezzo Unico Nazionale) che oscilla intorno ai 0,11-0,12 €/kWh.

Nonostante l’inflazione degli anni passati, l’incidenza delle luci LED sulla bolletta rimane sorprendentemente bassa: una catena standard da 500 micro-LED consuma circa 4-5 watt l’ora. Tenendo acceso l’albero per 8 ore al giorno, il consumo mensile totale è di appena 1,2 kWh, che tradotto in costi reali del 2026 significa una spesa compresa tra 0,15 € e 0,35 € al mese. Di conseguenza, la preoccupazione per i consumi è raramente una motivazione razionale per affrettarsi a smontare gli addobbi, poiché l’impatto economico è paragonabile a pochi cicli di ricarica di uno smartphone o a meno di una singola ora di utilizzo di un forno elettrico. Dunque, si può dire che i consumi delle lucine sull’albero non possono considerarsi un motivo in più per affrettarsi a smontarlo.

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