Queste sono le frasi che ti fanno capire subito se una persona ha bassa autostima

Soprattutto in questi giorni di festa, in cui si parla di più a tavola con familiari e amici, c’è maggiore probabilità di sentire frasi come queste.

Sarà capitato anche a voi di fare una chiacchiera a tavola con amici e parenti e ascoltare qualche frase che sembrava un po’ un campanello d’allarme? Le persone più sensibili ed empatiche si accorgono subito di qualcosa che non va, ma spesso non si ha la conoscenza necessaria per decifrare alcuni messaggi.

persone che parlano tra loro
Queste frasi indicano bassa autostima – darino.it

Le parole che scegliamo non servono solo a descrivere il mondo, ma fungono da specchio dei nostri paesaggi interiori. Molto spesso, dietro espressioni apparentemente banali o gesti di estrema gentilezza, si nasconde un’architettura psicologica fragile, costruita su fondamenta di insicurezza. La bassa autostima non si manifesta sempre con la timidezza; a volte si mimetizza dietro una disponibilità assoluta o una ricerca costante di perfezione. Tuttavia, il linguaggio resta il segnale d’allarme più nitido: esistono locuzioni specifiche che funzionano come piccoli “lapsus” dell’anima, rivelando quanto una persona possa sentirsi inadeguata o timorosa di occupare il proprio posto nel mondo.

Queste frasi indicano una bassa autostima

Capita anche di sentirle, certe frasi, e non riuscire a capire cosa vi si nasconde dietro. Molti non riescono a guardare dietro le parole, ma non è colpa loro. Con un po’ di empatia, ma soprattutto conoscenza, si può anche provare a dare conforto ad una persona cara.

“Scusa se disturbo” o “Spero di non intralciare” – Questa tendenza a scusarsi preventivamente per la propria presenza è un segnale tipico di chi ha interiorizzato l’idea che i propri desideri siano un peso per gli altri. Chi usa spesso queste espressioni ha probabilmente imparato, molto presto, che manifestare un bisogno poteva causare fastidio o allontanamento nelle figure di riferimento. Di conseguenza, si cerca di diventare “trasparenti”, minimizzando le proprie richieste fino a farle sparire. Il rischio è una forma di isolamento emotivo: non chiedendo mai nulla, si finisce per non ricevere mai nulla, confermando l’idea errata di non meritare attenzioni.

donna molto triste con le mani in volto
La bassa autostima si può riconoscere subito tramite queste espressioni – darino.it

“Se sapessero qualcosa in più di me, scapperebbero” – Qui tocchiamo il tasto dolente del senso di colpa e della vergogna profonda. Chi vive con questo timore costante percepisce se stesso come un impostore. Si è convinti che l’affetto degli altri sia legato esclusivamente a una facciata costruita ad arte, fatta di efficienza e sorrisi di circostanza. Questa dinamica nasce spesso in ambienti dove solo certe emozioni (come il successo o la gioia) erano premiate, mentre la vulnerabilità veniva ignorata o punita. Ne deriva un’incapacità cronica di vivere l’intimità autentica, poiché mostrarsi nudi nei propri difetti appare come un pericolo mortale.

“Sono io la causa di tutto” – L’abitudine di farsi carico di ogni fallimento altrui o di ogni tensione relazionale indica una iper-responsabilizzazione tossica. Per chi ha poca stima di sé, è più semplice colpevolizzare se stessi piuttosto che accettare che una situazione sia fuori dal proprio controllo o che l’altro abbia delle mancanze. Se “la colpa è mia”, esiste ancora una speranza di controllo: l’idea illusoria che cambiando il proprio comportamento si possa aggiustare tutto. Questo porta a relazioni sbilanciate dove si giustifica l’ingiustificabile, pur di non affrontare il dolore di non essere visti.

Uscire dal labirinto della bassa autostima richiede tempo e, soprattutto, un cambio di vocabolario interiore. Bisognerebbe smettere di scusarsi per il solo fatto di occupare uno spazio nell’esistenza. Dobbiamo comprendere che la nostra complessità, fatta anche di ombre e fragilità, non è un difetto da nascondere, ma la base della nostra umanità.

Sostituire il “mi dispiace” con un “grazie per l’ascolto” o trasformare il senso di colpa in una sana analisi delle responsabilità condivise può cambiare radicalmente la qualità della nostra vita. Solo quando inizieremo a trattarci con la stessa benevolenza che riserveremmo a un caro amico, le parole smetteranno di essere trappole e diventeranno ponti verso una libertà emotiva finalmente autentica.

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