Truffa supermercati, molti rubano la spesa così col trucco dello scontrino (rischiosissimo)

Truffa supermercati, è allarme ora più che mai per il trucco dello scontrino: molti vanno via senza pagare così

furti supermercati
Truffa dello scontrino, come funziona e cosa si rischia – Darino.it

Negli ultimi anni i supermercati in Italia e nel mondo hanno introdotto sistemi sempre più tecnologici per velocizzare la spesa: casse automatiche, varchi elettronici, QR code, app per evitare le file. È una trasformazione che ha semplificato la vita a milioni di persone, ma che allo stesso tempo ha aperto la porta a nuovi comportamenti scorretti. Tra questi, uno dei più diffusi è la cosiddetta “truffa dello scontrino”, un sistema semplice quanto pericoloso che sta mettendo in allerta diversi punti vendita.

Del resto è impressionante notare come questo stratagemma sia cresciuto in parallelo alla digitalizzazione. Più le procedure diventano automatiche, più qualcuno prova ad aggirarle. Diversi responsabili di supermercati, in conversazioni informali, raccontano che negli ultimi mesi i tentativi di frode si sono moltiplicati: c’è chi usa appunto la tecnica dello scontrino, chi approfitta del caos nelle ore di punta e chi si mescola alla folla per superare i varchi elettronici senza essere notato.

Truffa dello scontrino, come funziona e cosa si rischia

donna con busta della spesa
Truffa spesa, come stanno rumando nei supermercati – Darino.it

Il meccanismo è sorprendentemente semplice. Un complice paga un prodotto dal valore minimo — spesso pochi centesimi o giusto un pacchetto di fazzoletti — ottenendo così lo scontrino che consente l’apertura del varco elettronico. Al momento dell’apertura, il secondo complice si accoda velocemente, fingendo di aver già pagato la propria spesa.

In un caso recente, la dinamica è stata chiarissima: una ragazza ha pagato appena 2,10 euro alle casse automatiche e, con quella ricevuta, ha aperto il cancelletto. Dietro di lei, il complice adulto ha tentato di sfilare con una busta piena, certo che nessuno avrebbe notato nulla ma fortunatamente scoperto.

Un punto che spesso viene sottovalutato è la gravità giuridica. Rubare la spesa — anche fosse solo un prodotto da 5 euro — può configurarsi come furto, e in casi specifici addirittura come furto aggravato, perché avviene superando un sistema di sicurezza elettronico.

Non si tratta, quindi, di un “espediente furbo”, ma di una condotta penalmente rilevante. Le conseguenze possibili includono:

  • multa salata

  • denuncia

  • processo

  • Daspo commerciale (divieto di accesso a quel supermercato o a quella catena)

Alcuni avvocati, intervistati su episodi simili, hanno spiegato che il valore della merce rubata non annulla il reato: la soglia dei 50 euro vale solo per l’applicazione minima delle sanzioni, non come scusante.

Alla luce di questa nuova e incalzante situazione, i supermercati hanno iniziato a investire in sistemi sofisticati: telecamere sopra ogni cassa, sensori di passaggio, software che confrontano chi paga con chi varca il varco più personale addetto a monitorare anche questo tipo di situazioni.

Il tema è tornato centrale perché, complice il periodo economico complesso, i tentativi di furto nei supermercati stanno aumentando nelle ultime settimane. Non si parla solo della “truffa dello scontrino” ma di tutta una serie di espedienti messi in atto alle casse automatiche: prodotti nascosti, articoli non scannerizzati, sostituzioni di etichette.

Secondo diversi analisti della grande distribuzione, i varchi automatici non verranno eliminati — sono troppo comodi per i clienti — ma verranno probabilmente affiancati da controlli più frequenti e da algoritmi antifrode molto più precisi. E attenzione particolare sarà indirizzata, per ovvi motivi, soprattutto in queste settimane a ridosso del Natale.

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